alla scoperta di

Agrigento

La Valle dei Templi corrisponde all’antica Akragas, monumentale nucleo originario della città di Agrigento. Dal 1997 l’intera zona è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi è uno dei siti archeologici più estesi del Mediterraneo.

Fondata nel 582 a.C. da coloni rodi e cretesi della vicina Gela, su un sito già occupato da Greci nel VII sec. a.C., Agrigento (Akragas) fu prevalentemente governata da una successione di tiranni: dopo Falaride, vissuto nella prima metà del VI sec., la cui crudeltà rimase proverbiale, Terone, sotto il quale, alleati ai Siracusani, gli Agrigentini vinsero la battaglia contro i Cartaginesi ad Imera, nel 480, e suo figlio Trasideo il quale, rompendo l’alleanza con Siracusa, portò alla fine della sua dinastia, nel 471 a.C. Nel 406 a.C., un nuovo conflitto con Cartagine si concluse, dopo un lungo assedio, con la presa e la distruzione parziale della città, che ritrovò la sua libertà solo grazie al generale corinzio Timoleonte, nel 340 a.C. Contesa tra Cartaginesi e Romani, Agrigento fu definitivamente conquistata dai Romani nel 210 a.C. Fiorente da questa data, e fino alla caduta dell’Impero romano, la città si spopolò gradualmente fino al VII secolo: si riduceva allora ad un villaggio raggruppato sulla collina di Girgenti (sede della città attuale), che fu conquistato dagli Arabi, nel 829, e successivamente dai Normanni, nel 1086.

LA STORIA

AGRIGENTO
il passato

Le mura della città, costruite nel VI sec. a. C., racchiudono una superficie, considerevole per l’epoca, di ca. di 450 ettari, urbanizzati secondo una rigorosa pianta ortogonale. Protetti dalla cinta, gli edifici sacri della “Valle dei templi”, tutti di stile dorico, sono disposti, per la maggior parte, a distanza assai regolare l’uno dall’altro, per una lunghezza di 2 chilometri. Da ovest ad est, s’incontra prima il “tempio di Vulcano”, il “santuario delle divinità ctonie”, e soprattutto il tempio di Zeus, detto anche Olympieion, di dimensioni considerevoli (56 x 112 m). Distrutto oggi al livello delle sue fondazioni, consisteva di un colossale edificio a cielo aperto interamente chiuso da un periptero, la cui costruzione non fu mai portata a termine. Le semicolonne doriche del periptero si alternano a straordinarie statue di telamoni di ca. 8 m di altezza, le cui braccia, piegate dietro la testa, sostenevano la trabeazione del tempio. Più avanti, il “tempio di Eracle”, il più antico di tutti, risale alla fine del VI sec. a.C.; il “tempio della Concordia”, costruito verso il 435 a.C., parzialmente distrutto durante il sacco cartaginese, ma restaurato in età romana, risulta oggi uno tra i meglio conservati templi greci dorici d’Occidente; infine, il “tempio di Giunone Lacinia” è stato edificato intorno alla metà del V secolo a.C. su uno sperone roccioso. Nel centro della città, la zona dell’agora, scavata sistematicamente dagli anni cinquanta del secolo scorso, conserva, nella sua parte superiore, i resti di un bouleuterion, di un ekklesiasterion, e dell’“oratorio di Falaride” – in realtà un piccolo tempio costruito in età tardo-repubblicana; nella parte inferiore della piazza, una stoa, un ginnasio, e una serie di botteghe. Nella zona di Poggio san Nicola sono anche conservati, per un’estensione di ca. 15.000 m2, i resti di un importante quartiere residenziale di età ellenistica e romana, con domus preservate in buone condizioni, talvolta con il loro pavimento musivo. Un complesso sistema di gallerie sotterranee consentiva l’approvvigionamento idrico e l’evacuazione delle acque reflue. A sud della città, all’interno di una grande necropoli di età ellenistica, un monumento conosciuto sotto il nome di “tomba di Terone” risale, in realtà, alla fine dell’età repubblicana.

 

Oratorio di Falaride

Oratorio di Falaride, ricostuzione

Tempio della Concordia, ricostruzione

Tempio di Eracle

Tempio di Giunone Lacinia

Tempio di Zeus Olimpico, ricostruzione

Tempio di Zeus Olimpico, telamone

Tomba di Terone

Tomba di Terone, ricostruzione

Oratorio di Falaride, Serradifalco, 1838

Tempio della Concordia, De Borch, 1777

Tempio della Concordia, Serradifalco, 1838

Tempio di Eracle, De Saint Non, 1782

Tempio di Giunone Lacinia, Serradifalco, 1838

Tempio di Giunone Lacinia, Serradifalco, 1843

Tempio di Zeus Olimpico, De Saint Non, 1782

Tempio di Zeus Olimpico, Politi, 1826

Tempio di Zeus Olimpico, Serradifalco, 1843

Tomba di Terone, Serradifalco, 1843

RISCOPERTA E RESTAURO

AGRIGENTO
la nuova vita

Nella seconda metà del XVIII sec., l’inizio degli scavi e degli studi sul sito, per iniziativa dei Borboni, ha aperto la strada a numerose operazioni di restauro eseguite, in modo abbastanza scriteriato, per tutto il XIX sec.e parte del XX sec. I resti del tempio di Zeus, crollato nel 1401, sfruttati come cave di pietra, furono utilizzati nel XVIII sec. per la costruzione del molo del vicino porto e della città stessa. Terremoti e spoliazioni di materiali da costruzione portarono al crollo completo del “tempio di Giunone Lacinia”, ma esso fu poi parzialmente ricostruito tra il XVIII ed il XX sec., come il tempio Eracle, le cui colonne furono rialzate nel 1923. All’interno del “santuario delle Divinità ctonie”, il “tempio dei Dioscuri” è invece un’anastilosi realizzata nel 1836 sulla base di criteri puramente estetici. Diversamente da questi esempi, il “tempio della Concordia”deve la sua eccezionale conservazione alla successiva trasformazione in chiesa, consacrata ai santi Pietro e Paolo, alla fine del VI secolo: il muro di fondo della cella venne distrutto per aprire un nuovo accesso, mentre i muri laterali furono forati in modo da trasformarlo in una basilica a tre navate. Allo stesso modo, l’“oratorio di Falaride” si è conservato grazie al suo riutilizzo, in età normanna, come cappella di un monastero. L’area archeologica diAgrigento è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1997, per un’estensione di 934 ettari, per lo stato di conservazione eccezionale dei suoi templi dorici, che annoverano alcunetra le più straordinarie testimonianze della civiltà greca e dell’architettura coloniale greca. La città offre inoltre una preziosa testimonianza dell’influsso della civilizzazione greca sull’arte e l’architettura del Mediterraneo occidentale.

 

agrigento

  • Before-agrigento bis
    After-agrigento bis
    Before agrigento bis After

V a.C                                  <  >                                 OGGI

tempio della concordia

  • Before-agrigentoconcordia
    After-agrigentoconcordia
    Before agrigentoconcordia After

V a.C                                  <  >                                 OGGI

tempio di giove

  • Before-agrigentogiove
    After-agrigentogiove
    Before agrigentogiove After

V d.C                                  <  >                                 OGGI

falaride

  • Before-agrigentofalaride
    After-agrigentofalaride
    Before agrigentofalaride After

V a.C                                  <  >                                 OGGI

agrigento

tempio della concordia

tempio di giove

falaride

criteri elezione a patrimonio  mondiale unesco

Nome completo d’iscrizione: Area Archeologica di Agrigento

Criteri d’iscrizione:

Criterio (i): La grande fila di templi dorici è uno dei monumenti più notevoli dell’arte e della cultura greca.

Criterio (ii): L’area archeologica di Agrigento mostra un importante interscambio di valori umani, essendo senza dubbio una delle principali città della regione mediterranea con la sua straordinaria testimonianza dell’influenza greca.

Criterio (iii): In qualità di una delle più grandi città dell’antica regione del Mediterraneo, Agrigento è una straordinaria testimonianza della civiltà greca nelle sue condizioni eccezionalmente conservate.

Criterio (iv): I templi della zona esemplificano l’architettura greca e sono considerati tra le più straordinarie rappresentazioni dell’architettura dorica nel mondo.

Per la versione originale in inglese dei criteri d’iscrizione, visitare il sito del Centro del Patrimonio Mondiale.

https://whc.unesco.org/en/list/831/

Un'iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese

Il sito è stato creato in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Regia: Alessandro Furlan
Curatore: Prof. Vincent Jolivet
Virtual 3D: Pietro Galifi; Stefano Moretti
Post Produzione : Luigi Giannattasio
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