alla scoperta di

Aquileia

Aquileia, fondata nel 181 a.C. dai Romani, è stata una delle città più grandi e più ricche dell’Impero Romano. La città antica, ancora in gran parte sepolta, è il più completo esempio di una città dell’antica Roma nell’area del Mediterraneo, ed è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 1998.

A sud della provincia di Udine, Aquileia, connessa con il mare Adriatico da una fitta rete di canali, fu fondata come colonia latina nel 181 a.C. Grazie alla sua posizione strategica e al commercio dell’ambra e del vetro, la città conobbe uno sviluppo rapido e diventò, in età augustea, capitale della X Regione, Venetia et Histria. Nei primi secoli dell’Impero, Aquileia giocò un ruolo fondamentale nelle operazioni militari condotte verso il Danubio. Dopo la promulgazione dell’editto di Milano da parte di Costantino, nel 313, la città fu sede di un vescovado che promosse la diffusione del cristianesimo verso il centro dell’Europa. Dopo la sua distruzione da parte di Attila, nel 452, Aquileia, ricostruita, fu assunta alla dignità di patriarcato nel 554, e visitata da Carlo Magno dopo la sua incoronazione a Roma, nel 800. Il patriarcato, che controllava un immenso territorio, fu abolito solo nel 1751.

LA STORIA

AQUILEIA
il passato

La città, lambita dal fiume Natissa, era difesa da una cerchia muraria costruita nel IV sec. che includeva il porto, ristrutturato all’inizio dell’Impero. Il monumento principale della città conservato oggi è la sua basilica paleocristiana, fondata su un precedente luogo di culto dal primo vescovo della città, Teodoro ; nel 381, l’edificio fu sede del concilio che condannò l’arianesimo. La pianta della prima basilica comportava due aule rettangolari connesse tra di loro da una terza, alle quali era annesso un battistero che presentava in origine una vasca ottagonale. A questa prima fase, che riadopera strutture romane anteriori, forse pertinenti a granai, risale un insieme di mosaici policromi del tutto eccezionale, conservato nelle due aule sud e nord, che erano adibite a diverse funzioni, quali la celebrazione della messa e l’insegnamento delle Scritture. Il tappeto musivo dell’aula sud (scoperto solo nel 1919), che conserva una dedica del vescovo Teodoro, è in parte consacrato alla storia di Giona, come viene tramandata dal Vecchio Testamento : con i suoi 760 m2, si tratta del più grande mosaico del mondo occidentale. Quello dell’aula nord, di 645 m2,  evoca un paradiso popolato da animali e vegetali di tutti i tipi. Le due stanze hanno anche conservato resti della loro decorazione parietale, formata di panelli dipinti con motivi geometrici, animali e vegetali. La basilica deve il suo aspetto attuale a lavori di ricostruzione iniziati nel XI sec. ad opera del patriarca Poppone, interrotti da diversi terremoti, e proseguiti fino al XIV sec. L’edifico, di stile prevalentemente romanico, con qualche aggiunto di stile gotico, presenta ora una pianta cruciforme, divisa in tre navate e dotata di un transetto, con un imponente campanile risalente all’XI secolo, alto 73 m.

 

Basilica costantiniana, vista dall'alto

Basilica costantiniana, aula sud, affreschi

Basilica costantiniana, battistero

Basilica costantiniana, aula nord, affreschi

Basilica costantiniana, aula sud

Basilica costantiniana, aula nord

Basilica costantiniana, aula intermedia

Basilica costantiniana

Scavi archeologici

Il Foro di Aquileia

Strada romana, 1938

Strada romana

Impianto di smaltimento delle acque

Museo Archeologico Nazionale, grande meridiana

Porto sul fiume Natissa

Il Foro di Aquileia, 1938

Museo Archeologico Nazionale, lapidario

RISCOPERTA E RESTAURO

AQUILEIA
la nuova vita

Gli scavi di Aquileia, che era annoverata in età imperiale fra le principali città dell’Impero romano, hanno avuto inizioalla fine del XIX sec., mentre la città faceva ancora parte dell’Impero austriaco, e proseguono ancora oggi. Questa lunga tradizione di lavori ha consentito di identificare numerose strutture antiche per un’estensione di ca. 155 ettari, di cui solo una piccola parte è stata finora scavata. La città romana presentava una rigorosa pianta ortogonale, organizzata intorno ad un cardo e a un decumano massimi. Oltre alla basilica paleocristiana, i cui resti sono parzialmente visibili sotto la chiesa attuale e al livello delle fondazioni del suo campanile, sono stati parzialmente riportati alla luce il porto, la cinta muraria, il foro con la basilica romana, un anfiteatro, un circo, edifici termali, magazzini, diverse splendide domus di età tardo-imperiale, nonché un’estesa necropoli. Sotto la basilica, la cripta dei VI-VII sec.conserva un imponente ciclo di affreschi della seconda metà del XII sec., di stile bizantino-veneto, ispirato al Vangelo di Marco, che è stato oggetto di un restauro portato a termine nel 2019. Aquileia, la cui basilica funse da modello per numerose chiese del Nord d’Italia, e oltre, è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1998, a ragione dell’importanza della città antica, del suo carattere di testimonianza eccezionalmente conservatadell’urbanistica romana, e del ruolo fondamentale assunto dal suo patriarcato nella diffusione del cristianismo in direzione del Nord d’Europa durante l’alto medioevo.

 

criteri elezione a patrimonio mondiale unesco

Nome completo d’iscrizione: Zona Archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia

Criteri d’iscrizione

Criterio (iii): Aquileia era una delle città più grandi e più facoltose del primo Impero romano.

Criterio (iv): In virtù del fatto che la maggior parte dell’antica Aquileia sopravvive intatta e tuttora sepolta, è l’esempio più completo di una città della prima età romana nel mondo mediterraneo.

Criterio (vi): Il complesso basilicale patriarcale di Aquileia ha svolto un ruolo decisivo nella diffusione del cristianesimo nell’Europa centrale durante l’Alto Medioevo.

Per la versione originale in inglese dei criteri d’iscrizione, visitare il sito del Centro del Patrimonio Mondiale.

https://whc.unesco.org/en/list/825

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