alla scoperta di

Piazza Armerina – Villa romana del Casale

La Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, in Sicilia, è l’esempio supremo di villa di lusso romana tardo-imperiale, famosa per la ricchezza e la qualità dei suoi mosaici (IV secolo d.C.), che vengono riconosciuti come i mosaici romani più belli ancora in situ. Dal 1997 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco

 
 

Dopo la fine della prima guerra punica, nel 241 a.C., e la conquista di Siracusa, nel 211 a.C. l’insieme della Sicilia, a lungo contesa tra popolazioni autoctone, Greci e Cartaginesi, diventò provincia romana, uno statuto ulteriormente confermato da Diocleziano, nel 284, nel quadro della sua riforma amministrativa delle province. Straordinariamente ricca di fertili terreni agricoli, l’isola, sfruttata dai Romani tramite una rete di immensi latifondi, funse da importante granaio di Roma dalla fine della Repubblica in poi. A lungo depressa da questo sistema di sfruttamento, l’isola conobbe un nuovo periodo di prosperità all’inizio del IV sec., grazie alla sua posizione strategica sulle rotte commerciali mediterranee. Essa fu soggetta, da allora, ad una successione di conquiste da parte dei Vandali nel 440, dei Bizantini nel 535, degli Arabi nell’827, fino a quella dei Normanni, avvenuta nel 1086.

LA STORIA

VILLA ROMANA DEL CASALE
il passato

A 5 km da Piazza Armerina, vicino ad Enna, nella parte interna della Sicilia, la villa romana del Casale è un lussuoso edificio di ozio costruito verso il 320 al centro di un grande latifondo, nel luogo di una villa anteriore. La sua pianta, che sembra essere stata prestabilita, prevedeva spazi pubblici e privati; essa fu successivamente modificata, forse in seguito ad un terremoto avvenuto nel 363, fino alla fine dello stesso secolo. Si accedeva all’edificio da un ingresso monumentale, simile ad un arco trionfale, con un cortile a ferro di cavallo che immetteva nel corpo centrale della villa, disposto intorno ad un giardino-peristilio, il cui centro era occupato da una vasca mistilinea, vero e proprio fulcro del complesso. Da lì, un lungo corridoio, detto della Grande Caccia, dava accesso, al centro, ad un’aula basilicale e agli appartamenti privati della villa, nonché ad un ampio peristilio ellittico. La villa comprendeva anche un ampio complesso termale, accessibile dall’ingresso monumentale, composto da una sequenza tradizionale di sale – apoditerio, calidario, tepidario absidato e frigidario ottagonale. Nel suo insieme, l’edificio contava una trentina di ambienti decorati da pitture e, per una superficie totale di circa 3.500 m2, da pavimenti musivi policromi, databili tra il 370 ed il 400, che presentano una ricchissima iconografia: scene di caccia, giochi circensi, racconti mitologici, scene della vita quotidiana, esercizi sportivi (“le “fanciulle in bikini”), lavori agricoli. La loro realizzazione viene attribuita ad artisti venuti dall’Africa. Nonostante il lusso straordinario della villa, non si trattava di una residenza imperiale, ma di quella di un membro dell’aristocrazia senatoriale pagana – si è pensato, fra le altre numerose ipotesi, al governatore della Sicilia in età costantiniana, Lucio Aradio Valerio Proculo, console nel 340, che aveva organizzato a Roma dei giochi memorabili, forse rievocati dai pavimenti musivi della villa. Un villaggio chiamato Platia, dal latino Palatium, si sviluppò sul sito della villa e rimase occupato, almeno parzialmente, in età bizantina ed araba, fino alla metà del XII sec.

 

Corridoio della Grande Caccia

Corridoio della Grande Caccia oggi

Corridoio della Grande Caccia

Mosaico del frigidarium

Mosaico delle Fanciulle in bikini

Peristilio a ferro di cavallo

Peristilio a ferro di cavallo oggi

Ricostruzione della villa

Ricostruzione della villa, F. Corni, Ink Line Courtesy

Allestimento coperture

Mosaico della Grande Caccia

Mosaico della Grande Caccia, particolare

Scavi della Villa

Scavi della Villa

RISCOPERTA E RESTAURO

VILLA ROMANA DEL CASALE
la nuova vita

Distrutta da un incendio, la villa fu seppellita da uno slittamento del terreno, e riscoperta solo all’inizio del XIX sec. Gli scavi estensivi che vi si sono stati realizzati nel 1929, dal 1935 al 1939, e negli anni 1950-1970, si sono prevalentemente svolti nella parte residenziale dell’edificio. Visto lo stato di conservazione dell’edificio, i cui muri sono ancora in alzato su un’altezza eccezionale per questo tipo di monumento, e la fragilità della sua decorazione, la villa è stata oggetto di un importante intervento di restauro, innovativo a suo tempo, alla fine degli anni Cinquanta. Dopo la creazione di un fossato collettore per deviare le acque piovane, è stata realizzata un’ampia tettoia di plexiglas, sorretta da tubi d’acciaio; il perimetro esterno dell’edificio è stato delimitato da pareti di plexiglas, e passerelle installate per consentire il percorso dei visitatori sopra i mosaici. In seguito a diversi problemi legati in particolare alla soluzione scelta per la copertura, un nuovo restauro è stato attuato tra il 2007 ed il 2012, sia per proteggere le strutture con materiali più adeguati, che per pulire ed integrare i tappetti musivi della villa, nonché i suoi dipinti. Un’attenzione particolare è stata prestata all’illuminazione degli ambienti antichi. Ulteriori restauri sono stati avviati nel 2018, in aree finora non toccate. La villa Romana del Casale figura dal 1997 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, per un’area di circa 9 ettari, come esempio dell’altissimo livello di lusso e di raffinatezza raggiunto dall’aristocrazia romana in età tardoantica. Lo testimoniano più particolarmente i suoi mosaici, eccezionali per le loro qualità artistiche, per la loro inventività e per la loro estensione: vengono considerati come i più belli tuttora conservati in situ nel mondo romano.

 

piazza armerina villa romana

criteri elezione a patrimonio mondiale unesco

Nome completo d’iscrizione: Piazza Armerina, Villa Romana del Casale

Criteri d’iscrizione

Il Comitato ha deciso di iscrivere questo sito sulla base dei criteri (i), (ii) e (iii), considerando che la Villa del Casale a Piazza Armerina è il massimo esempio di villa romana di lusso, che illustra graficamente la struttura sociale ed economica predominante della sua epoca. I mosaici che decorano la villa sono eccezionali per la loro qualità artistica e inventiva oltre che per la loro estensione.

Per la versione originale in inglese dei criteri d’iscrizione, visitare il sito del Centro del Patrimonio Mondiale.

https://whc.unesco.org/en/list/832

Un'iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese

Il sito è stato creato in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

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