alla scoperta di

Pompei

Pompei ha origine dal IX secolo a.C. per terminare nel 79 d.C., quando, a seguito dell’eruzione del Vesuvio, viene ricoperta da una coltre di ceneri e lapilli alta circa sei metri. La sua riscoperta e i relativi scavi, iniziati nel 1748, hanno riportato alla luce il sito, che nel 1997 è entrato a far parte della Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

 
 

Pompei era in origine un sito osco di cui Etruschi e Greci si contesero il controllo, prima di essere conquistato dai Sanniti nell’ultimo quarto del V sec., poi dai Romani all’inizio del III sec., prima di diventare Colonia Cornelia Veneria Pompeianorum nel 80 a.C. Quando fu scossa da un potente terremoto, nel 62, la città contava circa 25.000 abitanti; gli effetti del sisma furono così devastanti che gli edifici e le case non erano ancora completamente ricostruiti quando avvenne l’eruzione del 79. Per quattro giorni, il vulcano seppellì il sito sotto uno strato di circa tre metri di lapilli e di pietra pomice, il cui peso provocò il crollo delle costruzioni, complicando così considerevolmente il lavoro di quelli che iniziarono subito a saccheggiarne le rovine, e ben più tardi quello degli archeologi stessi. Sono noti, in seguito, due grandi risvegli del vulcano nell’Antichità, nel 203 e nel 472. Il sito costituisce oggi il più completo esempio conservato di una città romana, con i suoi monumenti pubblici, le sue case e le sue ville spesso sfarzosamente decorate, nelle quali sono stati rinvenuti in situ innumerevoli oggetti della vita quotidiana, eccezionalmente conservati.

LA STORIA

POMPEI
il passato

L’estensione di Pompei era di ca. 66 ettari, di cui i due terzi sono stati finora scavati. Posto all’incrocio delle due importanti vie che sono all’origine della fondazione della città, il foro attuale (38 x 142 m) non è anteriore al II sec. a.C.  I suoi edifici, tutti pubblici, sembrano esservi sorti senza alcuna pianta unitaria, prima di essere regolarizzati dalla costruzione di un portico monumentale. Questo portico non esiste a nord, dove il lato corto è occupato da un arco, oggi completamente spogliato del suo rivestimento di marmo e delle statue che lo decoravano, accanto al quale si erge il tempio di Giove che domina la piazza, e presenta un alto podio tipico della tradizione etrusco-italica; il santuario è diviso in tre parti corrispondenti alle divinità della triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva. La parte opposta della piazza è occupata da tre edifici pubblici. Sul lato lungo orientale della piazza, s’incontra prima il macellum, il mercato della carne e del pesce; il suo ampio cortile è occupato al centro da un edificio circolare che racchiude una fontana. Il “tempio di Vespasiano” sembra in realtà essere stato dedicato al culto imperiale. Seguono l’edificio di Eumachia (forse un mercato degli schiavi) ed il Comizio, dove si svolgevano le elezioni. Il lato lungo ovest era occupato dal tempio di Apollo, il più antico della città, e da uno dei primi esempi di basilica a tre navate, databile verso il 125 a.C. Dei diversi edifici pubblici costruiti vicino al foro, i più notevoli sono le grandi terme e le terme Stabiane, a nord-est, databili al II sec. a.C. A sud-est del foro, una seconda piazza pubblica, il foro triangolare, si è sviluppata intorno ad un tempio dorico della seconda metà del VI sec. a.C. Ad est di esso, il grande teatro, che poteva accogliere 5000 spettatori, è fiancheggiato sulla destra da un edificio di spettacolo più piccolo, originariamente coperto, probabilmente un odeon, dalla capienza di circa 2000 persone. Accuratamente posto a margine rispetto al centro della città, l’anfiteatro di Pompei, datato verso il 70 a.C., è uno dei più antichi esempi di questo tipo di edificio. Il grande parapetto che circonda la scena presentava raffigurazioni di caccia e di gladiatori, noti oggi solo da acquarelli del XIX. Durante i giorni più caldi, un grande telone, il velum, era steso per riparare dal sole i suoi ca. 12.000 spettatori.

 

Basilica

Basilica, interno

Il foro

Santuario dei Lari Pubblici

Ricostruzione della città

Tempio di Apollo

Tempio di Apollo, sezione

Tempio della Fortuna Augusta

Tempio di Giove

Tempio di Iside

Veduta del teatro grande, Hackert, 1793

Veduta delle rovine, Hackert, 1799

Veduta di Pompei, Federer, 1850

Il foro di Pompei, 1865

Ricostruzione del foro di Pompei, 1817

Veduta del teatro grande, 1817

 

RISCOPERTA E RESTAURO

POMPEI
la nuova vita

Gli edifici di Pompei sono stati spogliati in età romana, subito dopo l’eruzione, e per un lungo lasso di tempo. Anche se il sito era conosciuto già nel XVI sec., quando Carlo di Borbone, nel 1748,  vi iniziò i primi scavi, si pensava allora di aver trovato l’antica Stabia. Solo nel 1763, la scoperta di un’iscrizione rivelò la vera identità della città. Ben presto, visto l’interesse delle rovine che venivano man mano alla luce, il sito fu considerato una tappa essenziale del Grand Tour: nel 1770, Mozart visitò Pompei, il cui tempio di Iside ispirò la scenografia della prima rappresentazione del Flauto magico a Vienna, nel 1791. I ricchi visitatori stranieri potevano seguirvi la messa in luce delle rovine da parte di un colorito gruppo di schiavi incatenati, di bambini e di donne, la cui attività incessante si tradusse essenzialmente nel considerevole arricchimento delle collezioni del re di Napoli. I primi scavi scientifici si svolsero nel 1860, e gli edifici riportati alla luce da questa data testimoniano eloquentemente il miglioramento delle tecniche di restauro nel corso degli ultimi due secoli. Pompei è stata iscritta nel 1997, insieme ad Ercolano e Torre Annunziata, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, per un’estensione complessiva di 98 ettari.

 

foro

  • Before-pompei foro
    After-pompei foro
    Before pompei foro After

I d.C                                  <  >                                 OGGI

teatro

  • Before-pompei teatro
    After-pompei teatro
    Before pompei teatro After

I d.C                                  <  >                                OGGI

tempio di apollo

  • Before-pompei apollo
    After-pompei apollo
    Before pompei apollo After

I d.C                                  <  >                                 OGGI

tempio di giove

  • Before-pompei giove
    After-pompei giove
    Before pompei giove After

I d.C                                  <  >                                 OGGI

teatro

tempio di apollo

tempio di giove

pompei

criteri elezione a patrimonio mondiale unesco

Nome completo d’iscrizione: Aree Archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata

Criteri d’iscrizione

Il Comitato ha deciso di iscrivere questo sito sulla base dei criteri (iii), (iv) e (v), considerando che gli imponenti resti delle città di Pompei ed Ercolano e delle loro ville associate, sepolte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., forniscono un quadro completo e vivido della società e della vita quotidiana in un momento specifico del passato che non ha paralleli in nessuna parte del mondo.

Per la versione originale in inglese dei criteri d’iscrizione, visitare il sito del Centro del Patrimonio Mondiale.

https://whc.unesco.org/en/list/829/

Un'iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese

Il sito è stato creato in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Regia: Alessandro Furlan
Curatore: Prof. Vincent Jolivet
Virtual 3D: Pietro Galifi; Stefano Moretti
Post Produzione : Luigi Giannattasio
Raccolta dati scientifici: Maria Grazia Nini

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