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Tivoli – Villa Adriana

Villa Adriana è la sontuosa residenza fatta costruire dall’imperatore Adriano (117-138) con un ricco complesso di edifici, estesi su una vasta area. Nel 1999, Villa Adriana è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

 
 

Già in età repubblicana, i membri dell’aristocrazia romana avevano preso l’abitudine di lasciare la città per soggiornare in giardini suburbani, oppure in ampie residenze situate a poca distanza di Roma, in particolare nella zona dei Colli Albani. Adriano, imperatore di Roma dal 117 fino alla sua morte nel 138, scelse di creare una villa d’ozio sui primi pendii dei Monti Tiburtini, sotto l’antica Tibur (Tivoli), una trentina di chilometri ad est di Roma. Questa straordinaria residenza, che riunisce nello stesso luogo luoghi e monumenti visitati da Adriano nel corso dei suoi viaggi – il Nilo e la città d’ozio di Canopo in Egitto, il Liceo, l’Accademia e la stoa poikilè di Atene, la vallata di Tempe in Tessaglia… – gli consentì anche di dedicarsi pienamente al suo gusto per l’architettura, a lungo contrastato dall’architetto di Traiano, Apollodoro di Damasco, che egli fece prima esiliare, e poi assassinare nel 130. Circa 130 ettari di superficie totale, più di due chilometri di lunghezza, una trentina di edifici principali, chilometri di gallerie di servizio sotterranee…Villa Adriana costituisce un complesso eccezionale, paragonabile ai grandi palazzi reali di cui quello di Versailles costituisce l’archetipo moderno.

LA STORIA

VILLA ADRIANA
il passato

Il complesso sorge sul luogo di una villa anteriore, di età tardo-repubblicana, forse già di proprietà della moglie di Adriano, Vibia Sabina. La parte riservata agli appartamenti dell’imperatore, organizzata attorno ad un vasto peristilio, permetteva di accedere a differenti parti della proprietà: verso est, ad un’enorme ninfeo ad emiciclo, alla “sala dei pilastri dorici” e, di là, al vasto giardino-peristilio che formava quel maestoso insieme al quale gli antiquari del Rinascimento diedero il nome di “Piazza d’Oro”, proprio a causa della magnificenza dell’architettura e della decorazione. Verso ovest, il “Teatro marittimo” è un isolato circolare occupato da una villa in miniatura, probabile rifugio dell’imperatore per i suoi momenti di svago, attraverso il quale si accede alla “Sala dei filosofi”, la cui l’abside presenta sette grandi nicchie interpretate come le rientranze degli armadi di una biblioteca, e che si affaccia sull’estremità del “Pecile”. Questo lungo portico, il cui nome si ricollega ad un monumento dell’agora di Atene, la stoà poikilè (il “portico delle pitture”), costeggia un’immensa terrazza dotata al centro di una piscina e che poggia su potenti sostruzioni, note sotto il nome di “cento camerelle”. In queste piccole sale, disposte su tre livelli, vivevano, invisibili dalla superficie, gli schiavi ed il personale di servizio della villa, diverse centinaia di uomini e di donne. Da qui, essi non avevano accesso che all’immensa rete di gallerie sotterranee che permettevano loro di svolgere tutti i compiti che venivano loro richiesti, senza mai interferire con la vita dei loro padroni. Il resto del parco della villa è occupato da numerosi edifici sapientemente distribuiti nello spazio, tra cui un luogo di culto dedicato al favorito dell’imperatore, Antinoo, un teatro, due complessi termali, e soprattutto il “Canopo” un canale lungo 119 m, delimitato da un colonnato scandito da copie di statue greche, in fondo al quale il triclinio imperiale evoca verosimilmente il tempio di Serapide a Canopo, la città d’Egitto che gli valse il suo nome.

 

Canopo

Canopo

Grandi Terme

Piazza d'Oro

Serapeo

Teatro greco, ricostruzione

Teatro greco, ricostruzione

Teatro greco, ricostruzione

Teatro marittimo, ricostruzione

Teatro marittimo, ricostruzione

Biblioteca Palatina, 1920

Canopo

Grandi Terme, 1909

Grandi Terme, 1930

Veduta delle rovine, Piranesi 1768

Veduta delle rovine, Piranesi 1768

Canopo, Piranesi 1768

Teatro greco

Teatro marittimo

Triclinio, 1910

Veduta dei resti di Villa Adriana, F. Corni, Ink Line Courtesy

 

RISCOPERTA E RESTAURO

VILLA ADRIANA
la nuova vita

Dopo la morte di Adriano, Villa Adriana fu ancora frequentata e restaurata almeno fino al III sec., prima di essere gradualmente abbandonata. Identificato nella metà del XV sec. dall’antiquario Flavio Biondo, il sito fu oggetto di scavi  scriteriati per secoli, alla ricerca di sculture antiche e di materiali di costruzione da riadoperare in nuovi edifici, o da bruciare per produrre calce. Si stima a ca. 300 il numero di opere maggiori, tra ritratti, statue, erme, rilievi, sculture, mosaici, ora dispersi nei musei di tutto il mondo. Visitati da artisti ed architetti dal Rinascimento in poi – tra i quali Pirro Ligorio, Antonio da Sangallo il Vecchio, Francesco Borromini e Giovanni Battista Piranesi -, i suoi ruderi hanno influenzato profondamente l’architettura barocca.  Dalla seconda metà del XIX in poi, il complesso, acquisito alla famiglia Braschi da parte del giovane Stato italiano nel 1871, è stato oggetto di attenti restauri, che portarono all’anastilosi di diverse strutture.  Nel corso della seconda metà del secolo scorso, scavi estensivi sono stati realizzati in particolare nei settori del “Teatro marittimo”, del “Canopo” e della “piazza d’Oro”, ma gran parte del sito rimane tuttora da scavare.  Villa Adriana, attualmente uno dei siti archeologici più visitati d’Italia, è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1999, per una superficie totale di 80 ettari, come testimonianza di una raffinata sintesi delle culture materiali dell’antico mondo mediterraneo, per il suo profondo influsso sull’architettura, dal XVI secolo a nostri giorni, e per la testimonianza unica che ci trasmette del gusto e dell’erudizione di uno dei più grandi imperatori romani.

criteri elezione a patrimonio mondiale unesco

Nome completo d’iscrizione: Villa Adriana (Tivoli)

Criteri d’iscrizione

Criterio (i): Villa Adriana è un capolavoro che riunisce in modo unico le più alte espressioni delle culture materiali dell’antico mondo mediterraneo.

Criterio (ii): Lo studio dei monumenti che compongono Villa Adriana ha svolto un ruolo cruciale nella riscoperta degli elementi dell’architettura classica da parte degli architetti del periodo rinascimentale e barocco. Ha anche influenzato profondamente molti architetti e designer del XIX e XX secolo.

Criterio (iii): Villa Adriana è un’eccezionale sopravvivenza del primo Impero romano. Il gran numero di edifici e altre strutture al suo interno, e la collezione di statue e sculture che decorano le stanze interne ed esterne, illustrano il gusto e l’erudizione di uno dei più grandi imperatori romani. Adriano era un uomo di immensa cultura, che ha curato personalmente la costruzione della villa, ispirato dai suoi viaggi attraverso il suo vasto Impero, ha riportato il meglio delle varie culture in questo complesso sontuoso.

Per la versione originale in inglese dei criteri d’iscrizione, visitare il sito del Centro del Patrimonio Mondiale.

https://whc.unesco.org/en/list/907

Un'iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese

Il sito è stato creato in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

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