alla scoperta di

Verona

Ottenuta da Giulio Cesare la cittadinanza romana nel 49 a.C., Verona diventa ben presto municipium romano, potendosi fregiare del titolo di Res Publica Veronesium. Nel 2000 Verona è stata inserita nella Lista dei Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Controllando un guado sull’Adige, punto di passaggio obbligato, da sempre, tra Oriente e Occidente, Verona, già occupata in età preromana, fu una delle principali città dell’area veneta. Colonia di diritto latino nel 89 a.C., poi municipio romano nel 49 a.C., la città fu occupata da Vespasiano nel corso della guerra civile contro Vitellio, nel 69, e più tardi da Massenzio durante quella contro Costantino, nel 312. Successivamente, per la sua posizione strategica, Verona mantenne a lungo la sua importanza, Il monumento antico più famoso di Verona è il suo anfiteatro, dove si tenevano sia giochi gladiatori che spettacoli di caccia. Nonostante il nome, l’anfiteatro non è il semplice collage di due teatri, né il prodotto di una ricerca empirica: uno studio geometrico rigoroso aveva dimostrato la superiorità della pianta ellittica, sia in termini di circolazione che di visione dello spettacolo dato nell’arena, nome che deriva dalla sabbia o rena, che assorbiva il sangue degli uomini e delle bestie.

 

LA STORIA

VERONA
il passato

Dalla parte dell’Adige, l’accesso alla città era agevolato da due ponti romani di cui uno, il ponte Pietra, datato del I sec. a.C., conserva tuttora due archi della sua struttura originaria. Della cinta muraria antica, risalente all’età repubblicana, ma restaurata da Gallieno nel 265, Verona ha conservato quattro porte, di cui la più monumentale, a ovest, all’estremità del decumano massimo, è la Porta Borsari: datata, nel suo stato attuale, in età giulio-claudia, nonostante rechi un’iscrizione relativa all’imperatore Gallieno, del 265 d.C.; le sue due arcate sono fiancheggiate da colonne corinzie scanalate che sostengono un timpano. Sul cardo massimo, la porta Leoni, anch’essa a due archi, è stata costruita in laterizi in età repubblicana, e successivamente ingrandita ed abbellita. All’interno della città si conservano i resti di un teatro del I sec., riscoperto nel 1834, e successivamente restaurato. Oggi situato in pieno centro di Verona, l’anfiteatro è stato costruito all’inizio dell’età giulio-claudia un centinaio di metri all’esterno delle mura e della Porta Borsari, sulla riva sinistra del corso dell’Adige, e più tardi incluso nella cinta muraria di Gallieno. Si tratta di uno dei primi esempi di anfiteatro a struttura vuota, cioè dove le gradinate poggiano su una serie di volte, e non su un nucleo cementizio compatto o su un pendio naturale. Tre fogne anulari assicuravano il drenaggio dell’acqua sotto il monumento. Le sue dimensioni massime, di 123 x 152 m, ne fanno il quarto, per grandezza, degli anfiteatri dell’Italia antica, e l’ottavo di quelli del mondo antico: poteva accogliere ca. 30.000 spettatori. La facciata esterna, oggi sparita, era interamente costruita in pietra locale, il calcare rosso; articolata con tre ordini di arcate sovrapposte, era dotata di 72 ingressi, di cui il maggiore si apriva in direzione della città.

 

Arco dei Gavi

Arena, ricostruzione

Arena, ricostruzione

Fiume Adige

Ponte Pietra

Porta Borsari

Porta Leoni

Teatro Romano

Veduta della città

Arena, 1560

Arena, primi dell'800

Arco dei Gavi, iscrizione di L.Vitruvio

Arena, 1844

Arena, 1888

Arena, Caroto, 1540

Arena, Cristofali, 1744

Porta Borsari

Porta Borsari

Teatro Romano

RISCOPERTA E RESTAURO

VERONA
la nuova vita

I primi danni importanti recati all’anfiteatro sono attestati all’inizio del VI sec., quando il re Teodorico fece ricuperare i blocchi delle gallerie superiori per rinforzare la cinta muraria della città. L’anfiteatro di Verona deve tuttavia la sua conservazione alla sua trasformazione in fortezza, dal X sec. in poi; nonostante una serie di terremoti attestati nel corso di tutto il XII sec. Fortunatamente, le dimensioni colossali del monumento lo hanno protetto da un annientamento totale, anche se manca del tutto oggi l’anello esterno che ne costituiva la facciata. I primi restauri vi furono effettuati nel XIII sec., mentre nel 1450, sotto il governo veneto, vennero prese precise misure di protezione dell’Arena. Nel corso dei secoli, tuttavia, abitazioni e botteghe vennero gradualmente ad occupare il monumento, dal quale furono sfrattate nel 1820. I primi scavi sistematici vi furono eseguiti nel 1874, mentre importanti lavori di restauro vi si sono svolti nella seconda metà del XX sec. Dal 1913, è divenuta tempio dell’arte lirica. La porta Borsari è stata restaurata nel 1980 e nel 1990, mentre l’arco onorario dei Gavi, eretto sulla via Postumia nel I sec., è stato distrutto nel corso dell’occupazione napoleonica, e ricostruito nelle vicinanze nel 1930. Verona è stata inserita nel 2000 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, per un’estensione di 444 ettari, come esempio eccezionale di sviluppo ininterrotto, su un arco di 2000 anni, di città fortificata, ricca di monumenti eccezionali dal punto di vista architettonico. Nel Rinascimento, Verona era considerata il luogo di nascita di Vitruvio: per questa ragione, gli architetti hanno studiato con attenzione i suoi monumenti, che hanno ispirato la costruzione di alcuni dei più bei palazzi dell’Italia rinascimentale.

 

arena

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Arena

Arena

Arena

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criteri elezione a patrimonio mondiale unesco

Nome completo d’iscrizione: Città di Verona

Criteri d’iscrizione

Criterio (ii): Nella sua struttura urbana e nella sua architettura, Verona è un eccezionale esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente nel corso di 2.000 anni, incorporando elementi artistici di massima qualità dei diversi periodi che si sono susseguiti.

Criterio (iv): Verona rappresenta in modo eccezionale il concetto di città fortificata in più fasi, tipico della storia europea.

Per la versione originale in inglese dei criteri d’iscrizione, visitare il sito del Centro del Patrimonio Mondiale.

https://whc.unesco.org/en/list/797

Un'iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese

Il sito è stato creato in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

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